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Renziani divisi, fumata nera nel Pd - La Tribuna di Treviso

04 febbraio 2017

Pagina 10, Regione

di Nicola Brillo wPADOVA Conclave infinito, con fumata nera: nel Pd regna la confusione più assoluta nella ricerca del futuro segretario, destinato a succedere a Roger De Menech, costretto alle dimissioni dopo la sconfitta delle regionali. Da allora sono passati due anni e lui ha governato il partito in accordo con il commissario ad acta Lorenzo Guerini, braccio destro di Matteo Renzi. La lunga giornata di incontri ieri nella sede regionale del Partito Democratico, ha fotografato la paralisi del correntone renziano: Area Dem (Franceschini), area Martina, Giovani Turchi di Orfini e Orlando e i “leopoldini” nativi renziani come la Moretti si sono confrontati per otto ore, con l’obiettivo di trovare l'intesa su un nome comune in vista del congresso regionale, in calendario il 19 marzo. Lunedì alle ore 18 scadono i termini per la presentazione dei candidati. La giornata è iniziata alle 11 con il segretario dimissionario Roger De Menech, che ha avuto un colloquio con il senatore Giorgio Santini, ex numero due della Cisl, il quale ha ribadito di non voler fare un passo indietro, anche se nel corso della serata, Santini è stato più realista: «Il veto contro i parlamentari mi pare assurdo, ma non voglio farne un caso personale. Ci rifletto e poi decido». Insomma, un mezzo passo indietro in attesa di capire cosa farà Laura Puppato a Treviso, decisa più che mai a candidarsi. Gli incontri sono proseguiti per tutta la giornata con i rappresentati delle varie anime del Pd regionale, ma l'intesa sulla candidatura unitaria non è arrivata. La situazione pare infatti cristallizzata, le riunioni sono proseguite fino in tarda serata. L'impressione è che tutti si dicano a parole favorevoli ad arrivare ad un nome unico per i renziani, ma poi nessuno faccia un passo per convergere. Tra i nomi che si fanno con più insistenza oltre ai due senatori, c ’è il segretario Pd a Verona Alessio Albertini, il trevigiano Giovanni Tonellato (Giovani Turchi), e la consigliera regionale Pd Francesca Zottis. Su quest'ultima si è espressa la senatrice Puppato. «Francesca è una ragazza in gamba, di grandi prospettive» ha commentato l'esponente Pd. «Ma il problema è come si possa immaginare di far svolgere un ruolo di questo tipo, con le attese che ci sono nel territorio e i gap da recuperare, a chiunque non abbia manifestato una forte volontà ad impegnarsi in questo». Gli incontri nella sede del Pd a Padova sono poi proseguiti nel pomeriggio, unica pausa sull'agenda di De Menech è stata alle 17,30 per la partecipazione al dibattito organizzato dal nostro giornale presso il Bo con il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa e il governatore del Veneto Luca Zaia in vista del referendum consultivo indetto dalla Regione Veneto. Intanto sullo svolgimento delle primarie si è espressa la deputata trevigiana del Pd Simonetta Rubinato. «Condivido le preoccupazioni di tanti iscritti e simpatizzanti per le modalità con cui alcuni dirigenti e rappresentanti istituzionali stanno approntando la prossima fase congressuale: la preoccupazione principale è quella di individuare una candidatura che metta il più possibile d'accordo tutti, in particolare la galassia renziana, prescindendo dal merito di un progetto politico di radicale cambiamento, necessario al rilancio del Partito democratico veneto». E invita a guardare ai programmi, più che ai nomi: «Non serve ripetere l'esperienza fallimentare delle primarie bulgare per la scelta del candidato presidente della Regione, ma un congresso vero che consenta un confronto coraggioso su quello che dovrà essere il Pd del Veneto nei prossimi anni».

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pubblicata il 04 febbraio 2017

 
 
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