Vaccini, scoppia il caso Gardaland - Il Gazzettino

16 giugno 2017

Pagina 11, Nordest

Sottigliezze orografiche a parte (il ministro alla Sanità intendeva la Slovenia, solo che dicendo «un paese confinante non italiano» tutti hanno pensato all'Austria), la vicenda di Gardaland sta animando la polemica sui vaccini lungo l'asse Venezia-Roma. Come riportato ieri dal Gazzettino, è successo infatti che il ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin, intervistata mercoledì da mattina a sera sul decreto che obbliga a vaccinarsi, ha fortemente contestato la decisione della Regione Veneto di ricorrere alla Consulta. «Proprio il Veneto che ha un oggettivo problema di copertura vaccinale!», ha detto il ministro prima a Sky Tg24 poi a Rai News. E per motivare la sua preoccupazione ha tirato in ballo il parco giochi veronese: «Un Paese confinante del Veneto, non italiano, ha mandato, pochi giorni fa, una circolare che è stata pubblicata sui giornali con la quale invitava i bambini di quel Paese e i loro genitori a non andare a Gardaland». Il motivo? Basso asso di immunizzazione per il morbillo. Panico: i centralini di Gardaland sono diventati bollenti, genitori a chiedere se ad andare in giostra c'erano problemi sanitari legati alle vaccinazioni. Ed è così che è arrivata la smentita del Ceo di Gardaland, Aldo Maria Vigevani: «Gardaland tiene a chiarire che, all'interno del Parco, non c'è stato e non c'è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni. Tra l'altro non ci risulta sia stata divulgata da alcun Paese estero una circolare che dissuada dalla visita a Gardaland».La struttura veronese che ogni anno è visitata da circa 2 milioni e 750 mila persone ha provato anche a chiedere al ministero: diteci qual è il Paese e a quale circolare fate riferimento. Risposte: zero. Ma ieri al ministero, per la precisione al direttore generale della Prevenzione, ha scritto anche la Regione Veneto. Missiva firmata da Francesca Russo, direttore della Prevenzione: «In seguito alle affermazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin rilasciate in data 16 giugno a Sky Tg 24, dove si afferma l'esistenza di una circolare di un paese straniero confinante con la Regione del Veneto che inviterebbe a non frequentare Gardaland in quanto lo stesso presenterebbe gravi problemi di vaccinazioni, con la presente si chiede la circolare citata dal ministero per consentire alla Regione del veneto di attuare eventuali provvedimenti conseguenti».Della serie: avete in mano una circolare di un Paese straniero che dice che da noi ci sono rischi e lo apprendiamo casualmente dalla televisione? A quanto riferisce l'ufficio stampa ministeriale, Lorenzin si sarebbe riferita a un articolo del giornale sloveno Delo dello scorso 26 maggio - che peraltro sarebbe stato citato dal ministro stesso anche in precedenti occasioni - in cui in soldoni si diceva: cari ragazzi sloveni, non andate a Gardaland perché c'è il pericolo del morbillo. E la circolare? «Forse siamo di fronte a un'epidemia politica di morbillo», ha ironizzato l'assessore alla Sanità Luca Coletto all'uscita dall'audizione alla commissione Sanità del Senato sul decreto vaccini, ribadendo che il Veneto («Dove non c'è un'epidemia di morbillo ed i casi anzi sono in diminuzione») non è contro le vaccinazioni, ma contro le imposizioni. Ad accusare invece il ministro alla Sanità di «irresponsabilità politica ed istituzionale» è il deputato romano di Mdp, Adriano Zaccagnini(Mdp): Lorenzin, ha detto riferendosi alla smentita di Gardaland, «deve smetterla con questo allarmismo ingiustificato: pare che il suo obiettivo non sia recuperare la fiducia dei cittadini e un clima di collaborazione, ma aumentare la divaricazione sociale e i conflitti fra comunità di genitori». E a invitare a una maggiore «correttezza e collaborazione tra Governo e Regioni» è a deputata trevigiana del Pd, Simonetta Rubinato: «Lo scontro in atto, a colpi di dichiarazioni e comunicati stampa, genera nelle famiglie apprensione e smarrimento. Quello che si deve fare - ha detto - è una vera campagna a sostegno delle vaccinazioni. Non tanto nel numero delle dosi e dei tipi da somministrare, quanto nel proporre un approccio personalizzato ai nuovi vaccini oltre a quelli obbligatori classicamente già stabiliti».© riproduzione riservata 

 

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pubblicata il 16 giugno 2017

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