Chiusura Polizia Postale di Treviso: la risposta del Ministero

02 luglio 2017

Scongiurare la soppressione della Polizia postale di Treviso che svolge un’attività importante nel contrasto ai reati informatici e ai fenomeni del cyber bullismo. È quanto ho chiesto, su sollecitazione del Siulp di Treviso, al ministro dell'Interno con un’interrogazione, depositata il 14 giugno scorso alla Camera e firmata anche dalla collega Floriana Casellato. Il progetto di riorganizzazione dei presidi territoriali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza non può non tener conto che l’attività professionale altamente qualificata della polizia postale di Treviso rappresenta un servizio necessario per una realtà delle dimensioni sociali ed economiche come quella della Marca trevigiana. Soprattutto in un momento in cui i reati informatici e nuovi fenomeni che si diffondono sulla rete, come quello inquietante denominato “Blue Whale” (il gioco che induce all’autolesionismo fino al suicidio), costituiscono sempre più una seria minaccia anche nei confronti di tanti adolescenti che vivono nel territorio. Ho quindi chiesto al ministro Minniti di sapere quali siano gli effettivi intendimenti dell’Amministrazione della Pubblica sicurezza e quali iniziative intenda assumere per mantenere l’Ufficio di specialità della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Treviso, al quale pervengono quotidianamente tante richieste di aiuto e consulenza. 

Il sottosegretario Domenico Manzione che, il 28 giugno scorso in Commissione 1ª è venuto a rispondere per il Ministero, ha specificato che la questione è legata all’attuazione di un piano di razionalizzazione sottoposto al parere delle Autorità provinciali di pubblica sicurezza nei primi mesi del 2014. Un piano però ancora in fieri a causa della sopravvenienza della legge n. 124/2015, con cui il Parlamento ha delegato nello specifico il Governo al riordino del sistema della pubblica sicurezza e alla formulazione di un nuovo assetto organizzativo che eviti duplicazioni e sovrapposizioni dispersive nell’esercizio delle funzioni di polizia. Tali principi sono stati recepiti nell’articolo 3 del decreto legislativo n. 177/2016, con cui è stato stabilito che la razionalizzazione della dislocazione delle Forze di polizia sul territorio sarà determinata con decreto del Ministro dell’interno, privilegiando l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluogo e dell’Arma dei carabinieri nel restante territorio, fatte salve specifiche deroghe per particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica. Anche la Polizia postale e delle comunicazioni è dunque coinvolta nel riordino in questione, considerata tanto più la specialità delle mansioni ad essa adibite, caratterizzate da spiccate connotazioni di alta specializzazione tecnologica e orientate al contrasto del crimine informatico nelle sue forme più variegate. Muovendo da tale constatazione, il piano di razionalizzazione punta a concentrare le più spiccate e qualificate risorse professionali nei Compartimenti dei capoluoghi regionali e nelle Sezioni provinciali in cui operano Procure Distrettuali con ampia competenza in tema di reati informatici. Il sottosegretario Manzione ha però sottolineato che le professionalità attualmente in servizio presso le Sezioni continueranno a operare sul territorio, prevedendo tale rimodulazione un loro impiego nei reparti investigativi delle locali Questure. Il nuovo assetto organizzativo della Polizia postale e delle comunicazioni sarà ispirato quindi ad esclusive esigenze di efficientamento e di adeguamento alla trasformazione tecnologica del Paese, senza che ne venga a soffrire la qualità del «prodotto» sicurezza.
Nella mia replica mi sono dichiarata soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo nella parte in cui ha rassicurato circa l’intendimento del Governo di compiere un investimento strategico sulla polizia postale e delle telecomunicazioni, garantendo altresì in ordine alla permanenza di tali importanti professionalità nei territori. In ogni caso ho auspicato che il piano di razionalizzazione della polizia postale e delle telecomunicazioni avvenga nel rispetto della specifica peculiarità di ciascun territorio, tenendo conto della dimensione sociale ed economica di ogni area, a prescindere dal livello istituzionale coinvolto. Per questo mi sono riservata di valutare le prossime azioni del Governo in tale ambito, rispetto al mantenimento della funzionalità dell’ufficio della polizia postale e delle comunicazioni di Treviso.
Al seguente link trovi il testo della mia interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/11567&ramo=CAMERA&leg=17Cliccando qui inoltre puoi leggere la risposta del sottosegretario Manzione e la mia replica conclusiva.


pubblicata il 02 luglio 2017

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