Offshore Venezia: Governo mantenga impegni presi e convochi Comitatone

12 luglio 2017

Il progetto V.O.O.P.S. (Venice Offshore Onshore Port System), definito anche “Hub portuale di Venezia - Porto d’Altura ed Allacci”, è stato oggetto, il 7 luglio scorso in Aula alla Camera, di una mia interpellanza urgente alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - sottoscritta in modo bipartisan da una trentina di altri deputati, in particolare condivisa con i colleghi veneziani Martella, Mognato, Zoggia, Murer, Zanetti e Causin. Scopo dell’atto di sindacato ispettivo era quello di far esplicitare, nella forma ufficiale della risposta in Aula, le intenzioni del Governo su una questione di interesse strategico come quella della realizzazione in partnership pubblico-privato della piattaforma Offshore.
A destare preoccupazione sul punto sono state alcune notizie recenti riportate dai media, in particolare sullo svolgimento del Forum del 14-15 maggio scorso a Pechino sulla strategia di cooperazione internazionale della nuova Via della Seta, in cui il Presidente del Consiglio Gentiloni sarebbe intervenuto candidando i porti di Trieste e Genova a terminali europei della Via della Seta marittima, aggiungendo solo in seconda battuta, di fronte allo sconcerto degli interlocutori cinesi, “anche il porto di Venezia”. Proprio a seguito di quanto riportato dalla stampa, il Comitato Vivere Venezia, che unisce 19 tra associazioni di categoria e ordini professionali della provincia di Venezia, ha scritto una lettera aperta, indirizzata al sindaco di Venezia, al Presidente della Regione Zaia, al Presidente dell’Autorità Portuale e ai parlamentari eletti, per sollecitare un pronto intervento atto a tutelare i legittimi interessi del Veneto e quelli, cruciali, di sopravvivenza di Venezia e della sua portualità invitando i rappresentanti istituzionali ad un incontro che si è tenuto il 19 giugno scorso.
Preoccupazione che si è aggravata da ultimo con le dichiarazioni del nuovo Presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Pino Musolino, il quale, secondo quanto riportato dal The Medi Telegraph, in un convegno a Genova avrebbe dichiarato: “Il mio compito sarà quello di riportare l’astronave sul pianeta Terra: la piattaforma Offshore non serve, lo dice il mercato, e comunque non ci sono investitori interessati”, per cui, avrebbe concluso, “la progettazione sarà ultimata entro fine anno, ma non credo vedrà mai la luce” (clicca qui per leggere l’articolo: http://www.themeditelegraph.com/it/transport/ports/2017/06/28/venice-cruise-ships-tourism-SVE9rokQp2m1QQED6Wwg1J/index.html).
Ho quindi ritenuto necessario, come ho spiegato nell’illustrare in Aula la mia interpellanza, che questo tema venga chiarito, con trasparenza e nelle sedi Istituzionali competenti, da parte di chi ha la responsabilità, governando il Paese, di non perdere un’opportunità di sviluppo e di investimento strategica nell’interesse nazionale. Ma soprattutto per garantire, all’entrata in funzione del Mose, l’accessibilità al porto commerciale di Venezia, nella fase del gigantismo navale che si sta aprendo a livello internazionale, condizione indispensabile per poter fondare sullo sviluppo portuale e su quello logistico e manifatturiero a Marghera, che dallo sviluppo portuale dipende, la sopravvivenza e il rilancio dell’economia veneziana e veneta, senza il quale diverrebbe insolubile in futuro il problema del reperimento delle risorse necessarie alla conservazione e mantenimento nel tempo di quel bene culturale, patrimonio dell’Umanità, che è Venezia, visto che lo Stato non ha più le risorse necessarie a rifinanziare adeguatamente la Legge Speciale per Venezia.
Il viceministro Filippo Bubbico, che è intervenuto a nome del Governo, nel rispondere ha riferito “di numerose perplessità espresse dal Mit sul progetto e dell’indisponibilità di finanziamenti pubblici se non per una parte molto limitata e relativa solo alle banchine a terra del Terminal Montesyndial” e che, “anche a seguito di una serie di incontri con l’Autorità portuale, la Struttura tecnica di missione e il Consiglio superiore dei lavori pubblici permane una grande incertezza sui costi di esercizio del nuovo terminal e sulla sua reale competitività”.
Nella mia replica mi sono dichiarata pertanto non soddisfatta, se non per la parte che prevede “in questa fase” la sola approvazione del 1º lotto, che permette “di procedere con i lavori per la riconversione e riqualificazione dell’area di crisi industriale di Marghera”, e laddove, nella parte finale, si riconosce la necessità di un’ulteriore fase istruttoria sul progetto, tenuto conto che è “in corso da parte del MIT con il nuovo presidente un’attività volta ad individuare una possibile soluzione” (a questo link il video della risposta Governo: http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=829&intervento=450729).  Ho evidenziato quindi la situazione paradossale per cui, poche ore prima della discussione in Aula, nel corso di un incontro a Pechino, il gruppo italo-cinese 4C3 ha confermato la disponibilità a progettare e investire almeno 800 milioni di euro per la realizzazione del porto d’altura come hub di accesso dei traffici da e per l’Europa lungo la Via della Seta. Credo che solo questo basti ad evidenziare come non siano per nulla convincenti le perplessità tecniche e finanziarie addotte sul progetto. Viene il dubbio che qualcuno in Italia, per troppe miopie e interessi dei vari orticelli locali, pensi di cancellare un’opera già inserita nella programmazione delle infrastrutture strategiche e dotata di finanziamenti previsti a partire dalla legge di Stabilità 2013, mettendola, nel silenzio di governa la regione Veneto e la città di Venezia, su un binario morto. 
Ho concluso sollecitando il Governo a procedere in modo rigoroso alla verifica della sostenibilità tecnico economica di questo progetto, come da impegni presi, che dovrà essere quindi sottoposta in modo trasparente al necessario confronto nelle sedi istituzionali competenti, in particolare portata al cosiddetto Comitatone (Comitato Interministeriale di Indirizzo, Coordinamento e Controllo per la salvaguardia di Venezia), dal momento che è stato proprio questo organismo previsto dalla Legge Speciale, presieduto dal Presidente del Consiglio, ad aver stabilito a suo tempo che la struttura permanente di accesso al porto di Venezia (Offshore) costituisce, con la conca di navigazione, il sistema di accesso permanente al porto, dopo l’entrata in funzione del Mose. Tanto più ove si consideri che lo stesso MIT sta verificando il sottodimensionamento o meno della conca di navigazione che, chi è contrario alla realizzazione dell’Offshore, ritiene sia invece sufficiente per garantire la futura accessibilità al porto di Venezia. Ma così non è. Ecco perché - ho concluso nella replica - che il Governo deve mantenere anche a Venezia la parola data, nel rispetto delle regole di uno Stato di diritto, e rispondere a una domanda: “Abbiamo qualcosa in contrario a far fare una proposta di finanziamento privato di rilevante parte dell’opera? Riteniamo oppure no di dare ai cinesi la possibilità di convincerci con i fatti e cioè con progetti e con risorse concreti che questa infrastruttura si può fare nell’interesse nazionale, per lo sviluppo economico del nostro Paese, e soprattutto per la salvaguardia in futuro di quel patrimonio dell’Umanità che è la città di Venezia?
A queste domande dovrà essere data una risposta convincente nei prossimi mesi.
Cliccando qui puoi leggere il resoconto completo contenente l’interpellanza, la risposta del Governo e la mia replica conclusiva.
A questo ulteriore link trovi la rassegna stampa sulla mia interpellanza: il Corriere del Veneto, il Gazzettino Venezia-Mestre e la Nuova Venezia;

Infine ai seguenti link trovi alcuni degli articoli di stampa da cui risulta la messa in discussione della realizzazione del Porto Offshore di Venezia: http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_14/gentiloni-cina-italia-1119d6ca-38ea-11e7-8530-ea2b12fbdf2c.shtmlhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-05-16/gentiloni-xi-vuole-inserire-porti-italiani-via-seta-092436.shtml?uuid=AEjxHBNBhttp://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/politica/2017/23-maggio-2017/porti-accuse-governo-cina-scippare-business-venezia-2401609040041.shtmlhttp://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/05/16/news/porto-strategico-sulla-via-della-seta-1.15346184http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/30/trieste-dopo-63-anni-diventa-lunico-porto-franco-internazionale-deuropa-e-sogna-di-far-concorrenza-a-rotterdam/3695735/#disqus_threadhttp://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/06/20/news/la-rabbia-di-vivere-venezia-mini-off-shore-non-basta-1.15515836.


pubblicata il 12 luglio 2017

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