Alla Camera via libera all'abolizione dei vitalizi e al Bilancio interno: 350 milioni i risparmi in questa legislatura

24 agosto 2017

Il 26 luglio scorso la Camera ha approvato la proposta di legge concernente "Disposizioni in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali", primo firmatario il collega Matteo Richetti, della quale ero anch'io firmataria. Il provvedimento - passato ora al Senato - dispone in particolare l'applicazione del trattamento previdenziale contributivo e la conseguente rideterminazione dei trattamenti e dei vitalizi attualmente già in essere. Per i parlamentari ancora in carica infatti l'eliminazione del vitalizio era già stata approvata dal Parlamento in concomitanza con la riforma Fornero, a far data dal 1º gennaio 2012. Il testo - come risultante dalle modifiche approvate in Aula, alcune poste come condizioni per la sostenibilità finanziaria dalla stessa Commissione Bilancio - prevede dunque l'applicazione di un sistema contributivo ai membri del Parlamento analogo a quello vigente per i dipendenti pubblici. A questo link trovi il testo approvato in Aula: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/331566.pdf. Trovi poi gli emendamenti che ho sottoscritto per la correzione di alcuni punti critici della proposta di legge sotto il profilo costituzionale e tecnico, cliccando qui. Infine a questo link trovi il dossier di approfondimento predisposto dal Gruppo del Pd della Camera: http://www.deputatipd.it/files/documenti/219_AbolizioneVitalizi_0.pdf.

Nella seduta di mercoledì 2 agosto l’Aula della Camera ha poi approvato il proprio conto consuntivo 2016 e il bilancio di previsione interno per il 2017 con l’unito bilancio triennale 2017-2019. Come illustrato dal questore Stefano Dambruoso, "nel 2017 la Camera restituirà al bilancio dello Stato 80 milioni di euro: si tratta della restituzione più consistente mai operata dalla Camera dei deputati. Le restituzioni complessivamente operate a favore del bilancio dello Stato, nella legislatura in corso, ammonteranno così a 200 milioni di euro. Aggiungendo a tale somma i 150 milioni di euro di minore dotazione richiesta al bilancio dello Stato nel triennio 2013-2015, rispetto all’entità della dotazione richiesta nel 2012, i contribuenti avranno risparmiato, per il funzionamento della Camera, dal 2013 al 2017, 350 milioni di euro”. Altro dato significativo sottolineato dal questore: “il bilancio triennale 2017-2019 registra una sostanziale coincidenza tra entrate e spesa, rendendo quindi del tutto marginale l’impiego dell’avanzo di amministrazione come mezzo di copertura. Vorrei ricordare in proposito che nel 2012 la spesa era superiore di ben 95 milioni di euro rispetto alla dotazione, mentre nel 2017 lo è di soli 7 milioni, peraltro ampiamente coperti dalle altre entrate”. “Ritengo - ha concluso Dambruoso - si tratti di un indice assai concreto ed efficace dei risultati cui ha condotto la politica di bilancio perseguita in questa legislatura dagli organi di direzione politica, che consente all’Ufficio di Presidenza di consegnare alla valutazione dell’Assemblea un bilancio triennale in equilibrio, recante al suo interno le condizioni finanziarie per operare ulteriori restituzioni al bilancio dello Stato, una volta accertati i risultati delle gestioni annuali”. A questo link potete inoltre leggere l’intervento del collega Gianni Melilla, di Mdp, da sempre attento al tema dei costi della politica e della democrazia: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0840&tipo=stenografico#sed0840.stenografico.tit00030.sub00010.int00120 


pubblicata il 24 agosto 2017

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