Autonomia, il Tar blocca anche l'ultimo ricorso A Belluno doppio voto - Corriere del Veneto

08 settembre 2017

Pagina 5, Regione

venezia «È fallito l’ultimo colpo di coda che era stato tentato, anche se in sordina, per affossare il referendum per l’autonomia dei veneti». Con queste parole il governatore Luca Zaia ha accolto l’ordinanza con cui il Tar del Veneto ha rigettato ieri la richiesta di annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto di indizione del referendum del 22 ottobre. Una battaglia in cui la Regione, accanto all’Avvocatura, aveva schierato i professori del Bo di Padova Mario Bertolissi e Luca Antonini.

«Ha avuto pessimo esito un tentativo di sgambetto da parte di anime belle che predicano bene e razzolano male - ha detto il governatore -. Ma era davvero l’ultimo possibile e adesso non ci sono più ostacoli, ora si corre a pancia bassa verso il voto del 22 ottobre». I promotori del ricorso, Dino Bertocco e Marcello Degni, però, non si arrendono: «Secondo il Tar del Veneto, il risultato referendario non avrà alcuna efficacia e solo questa affermazione dà senso e valore alla nostra iniziativa. Ora - avvertono - proseguiamo sul secondo versante con l’udienza prevista presso il tribunale civile di Venezia».

E mentre prosegue la tenzone giudiziaria, è di nuovo panico nel Pd, dove l’intervento del segretario Matteo Renzi mercoledì sera, alla Festa dell’Unità di Padova, ha riacceso le polveri sulla linea da tenere in questo mese e mezzo che separa i veneti dalle urne. Renzi ha infatti tuonato dal palco: «Il referendum di Zaia è inutile. Detto questo, se qualcuno vuole andare a votare, vada pure. Ma sappia che, se anche vincerà il Sì, il giorno dopo non cambierà nulla. E la cosa grave è che la Lega su questo tema sta facendo propaganda politica con l’utilizzo di soldi pubblici». Che è esattamente quel che va ripetendo da settimane la minoranza «orlandiana» capitanata da Alessandro Naccarato, Graziano Azzalin, Vanessa Camani, Giovanni Tonella, sicché è facile immaginare come possano averla presa il segretario regionale Alessandro Bisatto o il capogruppo in Regione Stefano Fracasso, tutti renzianissimi, che faticosamente (ci sono voluti tre mesi) sono riusciti a portare l’assemblea a sposare il «Sì», per quanto «critico». Spiazzata anche la senatrice Simonetta Rubinato, avanguardia autonomista dem : «L’euforia del comizio ha giocato un brutto scherzo a Renzi. Sono certa che il segretario nazionale troverà il modo di correggere il tiro, intanto esorto quello regionale a tenere duro».

Ancora dal fronte referendario, sembrano imboccare strade diverse le consultazioni di Belluno (sempre per l’autonomia, in questo caso dalla Regione) e di Venezia-Mestre (per la separazione). Nel primo caso, infatti, dopo il via libera del ministero dell’Interno, sarebbe stata chiusa ieri pure l’intesa tecnica tra Regione e Provincia, sicché per l’accorpamento con il referendum del 22 ottobre mancherebbe soltanto il via libera «politico» di Zaia (la firma è attesa per martedì). «Ma a questo punto noi voteremo comunque in quella data - spiega la presidente della Provincia Amalia Serenella Bogana - tanto che abbiamo già convocato i comizi elettorali». Proprio la scadenza di quest’ultimo termine, ieri (per legge i comizi vanno indetti 45 giorni prima della consultazione), trascorsa senza che sia arrivato l’atteso parere legale, sembra invece allontanare definitivamente l’ipotesi di accorpamento del referendum per la separazione di Venezia e Mestre.

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pubblicata il 08 settembre 2017

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